Abbiamo preso il treno per Nara (1 ora circa) e al nostro arrivo, ad aspettarci, c'era la nostra nuvola di fantozziana memoria...che e' comunque stata apprezzata visto il clima tropicale.
Comunque, il fatto increscioso e' questo: arriviamo al punto di incontro con la nostra guida ma non c'e' nessuno, salvo un italiano che sta chiedendo dove puo' sbronzarsi con il sake (la pizza e il mandolino li teneva nello zaino invicta).
Ci siamo fatti coraggio e abbiamo chiesto all'ufficio infornmazioni se conoscessero la nostra amica. Naturalmente si.
Al che e' partito il seguente giro: l'impiegata che ha ascoltato la nostra domanda ha chiamato l'altra impiegata che a sua volta ha scartabellato 10 minuti negli scaffali sul retro per poi riconsultarsi con l'altra impiegata e partire con un giro di telefonate neanche avessi detto che ero Osama Bin Laden e che volevo convertirmi al buddismo.
Insomma, dopo attimi di costernato silenzio ed imbarazzo ci danno l'incredibile annuncio: sembra che qualcosa sia andato storto e che la nostra guida non ci sia.
Vabbe', poco male direbbe chi appartiene al popolo che ha fatto dell'arte di arrangiarsi una religione. Gireremo Nara da soli seguendo le dettagliatissime cartine provvidenzialmente e precedentemente consegnateci.
No.
Qui questa opzione non e' contemplata.
Se appuntamento c'era, appuntamento ci sara'! A costo di farsi accompagnare dall'Imperatore (che per la cronaca non e' potuto venire a causa di una lieve indigestione di polipi sullo stecchetto - poi vi raccontero' quanto sono buoni).
Quindi, altro rapido giro di telefonate ed ecco apparire dal nulla la nostra nuova guida: Emiko!
Studentessa di fisica all'Universita' femminile di Nara (una sorta di paradiso per chi ha frequentato l'Itis di Borgomanero, dicono. Io non saprei, allo scientifico le donne c'erano...) che pero' incarnava tutti gli stereotipi delle ragazze japanesi: ultrasorridente, tutta versi, sospiri e "miagolii" ma molto simpatica.
Emiko ci ha accompagnato attraverso i parchi di Nara, famosi per i cervi che li abitano (e che, secondo i cartelli, sono in grado di rubarti la borsa, farti cadere, morderti. Ma penso sia solo una forma di razzismo perche' i japanesi gli invidiano il fatto che hanno le corna come il loro Budda preferito) e per il più alto tempio in legno esistente che contiene la più alta statua sancarlonesca del Budda! Pacioso, sorridente e rilassato, Budda ti guarda sornione e, con le mani ti dice: non ti preoccupare per gli affanni della vita. Ci penso io.
Mi sembra un buon messaggio.
Questo tempio e', inutile dirlo, bellissimo.
Nara poi quest'anno festeggia il 1300esimo anniversario di quando e' stata capitale, quindi e' tutta a lucido e piena delle solite scolaresche colorate.
Scolaresche che oramai io e la Fre'e non schifiamo più come fossero piccole scimmie urlanti del Madagascar ma bensi' amiamo, in quanto ci guardano come se fossimo veri alieni e tutti ci chiedono se possono farci una piccola intervista in inglese e la firma.
Uno di questi simpatici animaletti (scusate, i pregiudizi sono duri a morire), il più paraculo, ci ha anche donato un origami a forma di cavallo con sopra scritto "dog"...
Tenero.
Ora siamo di ritorno a Nikko, dove proveremo ad andare ai giardini imperiali (per vedere se effettivamente l'imperatore sta male o era solo una scusa per non venire) ma voglio ancora raccontarvi di Emiko: quando le abbiamo dato il nostro piccolo regalo (una semplicissima sciarpa, non un collier di diamanti) ci e' quasi saltata ai piedi per ringraziarci, continuando ad emettere una serie di ultrasuoni che hanno fatto arenare 3 balene a Tokyo (prontamente sezionate e mangiate, ma solo per scopi altamente scientifici). Vi giuro che sembrava l'imitazione della Carra' al Drive In! :) Tenera Emiko!
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